Cavoli di qualità con la calciocianamide
Aumento dell'indice di rendimentoCome tutte le colture intensive anche quelle delle cavolacee presentano dei costi diretti di produzione notevoli con una forte incidenza del costo delle piantine e di quello della manodopera. Per tenere bassi i costi unitari di conseguenza risulta importante tenere l'indice di rendimento della coltura (corimbi commerciabili / piantine trapiantate ad ettaro) il più alto possibile. Nel corso della sua trasformazione nel terreno si libera l'acido cianammidico, una sostanza in grado di reprimere diversi funghi patogeni pericolosi per le cavolacee. L'azione contro gli organi di riproduzione e di conservazione dei funghi si esplica nel giro di pochi giorni dopo la sua somministrazione. Azione convincente contro l'ernia del cavoloAnche se il Plasmodiophora brassicae, il fungo responsabile della malattia, si presenta con intensità diversa nelle aree di produzione è comunque presente in tutte le regioni italiane costituendo una minaccia permanente. L'azione della calciocianamide contro il fungo è documentato ampiamente nella letteratura specifica. Limitandosi solo ad alcune delle prove documentate si può citare il lavoro svolto da Humphersons - Jones, Dixon e Craig, pubblicato nel 1992 e presentato al Convegno internazionale della Protezione delle Piante a Brighton. Con un intervento di 10 qli/ha di calciocianamide le perdite dovute all'ernia del cavolo, che sulle parcelle non trattate sono arrivate a superare il 90 %, sono state ridotte al 2 % sul cavolo bianco ed al 17 % su cavolfiore. Un'altra prova eseguita nel 1998 in Valle Venosta (BZ) dal Centro Sperimentale Laimburg conferma l'azione specifica avendo ridotto significativamente le perdite dovute a questo patogeno.
La sclerotinia fa meno pauraA causa della sua prolungata permanenza nel terreno allo stato scleroziale e miceliare e per la sua caratteristica di polifago il fungo presenta un pericolo permanente per molti ortaggi. E' risaputo che la calciocianamide inibisce lo sviluppo degli sclerozi, che presentano la forma di conservazione di Sclerotinia sclerotiorum. L'azione di inibizione continua anche per diverse settimane dopo la completa trasformazione della cianammide in azoto disponibile alle piante. Meno perdite per fisiopatie o malformazioniLa calciocianamide mette l'azoto gradualmente a disposizione delle piante in modo da coprire sempre esattamente il loro fabbisogno. Alcuni fenomeni indesiderati come la "bottonatura" possono essere causati da stress idrici e termici, ma possono essere anche favoriti da una offerta di azoto non in linea con l'effettivo fabbisogno. Anche la "peluria" o fisiopatie vere e proprie come il "cuore cavo" del cavolfiore possono essere contrastate grazie all'azione regolare dell'azoto cianammidico. Più bassa la concentrazione di nitratiL'eccessiva concentrazione di nitrati nelle parti eduli del cavolfiore e di altre cavolacee viene vista con sempre maggiore attenzione come fattore limitante per la sua commercializzazione sui mercati interni e ancorpiù d'esportazione. La nitrificazione dell'azoto cianammidico nonchè di quello già presente nel terreno avviene in maniera controllata. Ciò fa sì che l'offerta ridotta di azoto, ma allo stesso tempo adeguata alle reali esigenze della pianta, non permette un accumulo eccessivo di nitrati nei tessuti eduli. Altri vantaggi a favore della colturaInfine non si vuole nascondere l'importanza dell'apporto di calcio a favore di una coltura estremamente calciofila. E' stato inoltre osservato che l'uso regolare del prodotto contribuisce a contenere i problemi presentati da lumache e da alcuni ceppi di nematodi. Da notare anche l'azione contro infestanti di aiuto agli erbicidi specifici.
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